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FORLI'
Forlì, capoluogo della provincia di Forlì-Cesena, è considerata tra le migliori città italiane per la qualità della vita, misurata in base a diversi indicatori come servizi, cultura, arte, vivacità economica, traffico ed aree verdi, università.
Situata nella pianura Padana lungo la Via Emilia, fu fondata dai Romani nel II secolo a.C. con il patronimico Forum Livii, che si fa risalire al console Livio Salinatore, anche se mancano certezze storiche che identifichino nel console romano il fondatore della città.
La città conserva, soprattutto nel centro storico, pregevoli monumenti che raccontano del suo passato e delle diverse Signorie che si succedettero al suo dominio, come gli Ordelaffi, gli Sforza, i Borgia.
Questi monumenti ci consegnano oggi la testimonianza degli eventi che segnarono la vita della città e rappresentano un patrimonio artistico–culturale che merita di essere scoperto e valorizzato.


Abitanti: circa 108400
Altitudine: 34 mt. slm
Superficie: circa 228 kmq
Numeri utili: Municipio 0543.712111
Indirizzo: Municipio Piazza Saffi, 8 - Forlì
Mappa Forlì
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CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE
Castrocaro Terme e Terra del Sole, importante centro termale romagnolo, si trova a 10 Km da Forlì sulla strada statale 67 che congiunge Ravenna a Firenze, in direzione Firenze.
Chi viene a Forlì a visitare la mostra su Melozzo non può non raggiungere la cittadina di antichissime origini che oggi conserva interessanti monumenti storici del medioevo, del rinascimento e del periodo art-decò.
Da non perdere a Castrocaro la Fortezza medievale, una delle più vaste d’Italia, con Museo storico e archeologico, il Borgo medievale, con l’ariosa Cittadella e il Battistero bizantino. Nella parte moderna il complesso termale in puro stile art-decò, unico in Italia! A Terra del Sole da non perdere il rinascimentale Palazzo Pretorio , con il Museo dell’Uomo e dell’Ambiente, la piazza d’Armi e il giro delle mura medicee. Meritano infine una visita anche le aziende agricole, vitivinicole e agrituristiche della zona, che fanno parte della Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Forlì-Cesena.

Fortezza medievale di Castrocaro
Orari di visita dal 27 febbraio; sabato 15-19, domenica e festivi 10-13 e 15-19, da Aprile a ottobre: giovedì, venerdì e sabato 16-20, domenica e festivi 10-13 e 16-20.
Scuole e gruppi possono prenotare la visita guidata per qualsiasi giorno e orario, a prescindere da quello al momento in vigore.
Tel. PROLOCO DI CASTROCARO: 0543.769541 - 339.4991560.
info@proloco-castrocaro.it

Complesso art-decò delle terme
Per la visita telefonare al GRAND HOTEL TERME, 0543.767114.
grandhotel@termedicastrocaro.it

Palazzo Pretorio di Terra del Sole
Dal 1 Ottobre al 31 Maggio dal lunedì al sabato: 9.00-12.00 e 15.00-18.00
Scuole e gruppi possono prenotare una visita guidata per qualsiasi giorno e orario, a prescindere da quello al momento in vigore.
Tel. PROLOCO DI TERRA DEL SOLE: 0543.766766
proloco@terradelsole.org


Abitanti: circa 6000
Altitudine: 70 mt. slm
Superficie: circa 39 kmq
Numeri utili:
Municipio 0543.767101
Ufficio Turistico 0543.769631 iatcastrocaro@visitcastrocaro.it  www.visitcastrocaro.it
Centralino Terme 0543.412711
Indirizzo: Municipio Viale Marconi, 81 - Castrocaro Terme e Terra del Sole

Mappa Castrocaro
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BERTINORO E FRATTA TERME
A 18 Km dal casello autostradale di Forlì, sulla via Emilia in direzione di Cesena, svetta sulla destra il Colle di Bertinoro, dove sorge il suggestivo borgo medievale che dalla sua posizione panoramica domina la pianura circostante.
La cittadella fortificata, un tempo preziosa e spesso contesa per la sua posizione strategica, conserva ancora oggi parte delle antiche mura e di numerosi torrioni e porte; presenta anche un impianto urbanistico ancora medievale, con vicoli, scorci, stradine ripide, case antiche in pietra che offrono un’atmosfera d’altri tempi.
Famosa per l’ospitalità dei suoi cittadini, Bertinoro conserva il simbolo di questa sua peculiarità: la Colonna delle Anella, che fu eretta nel XIII per accogliere i forestieri senza dar vita a dispute tra le famiglie del posto che volevano ospitarlo. Il forestiero attaccava il suo cavallo ad una delle dodici anelle della colonna e diveniva ospite della famiglia che vi corrispondeva. Ancora oggi la tradizione è perpetuata nella Festa dell’Ospitalità che ha luogo tutti gli anni la prima domenica di settembre.
Bertinoro, inoltre, è conosciuta per i suoi vini e il toponimo stesso sarebbe legato, secondo una leggenda cara agli abitanti, proprio alla qualità della produzione vinicola del luogo. Galla Placidia, in visita al paese, per lodare la qualità del vino locale offertole, avrebbe fatto infatti esclamato: “Non di così rozzo calice sei degno, bensì di berti in oro”.
Oltre all’enoteca regionale della Cà de Bé, vi sono molte altre cantine visitabili, aderenti alla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì-Cesena, dove è possibile degustare e acquistare i vini tipici romagnoli, godendosi uno stupendo sguardo panoramico su tutta la Romagna.
Nei dintorni: Polenta, con l’antica Pieve dove pare si inginocchiò Dante e che divenne oggetto di una poesia di Carducci, Monte Maggio, che, sovrastando Bertinoro, alza ulteriormente lo sguardo e le Terme della Fratta.


Abitanti: circa 9100
Altitudine: 220 mt. slm
Superficie: circa 57 kmq
Numeri utili:
Municipio 0543.469111
Centro residenziale universitario 0543.446500
Indirizzo: Municipio Piazza della Libertà, 1 - Bertinoro

Mappa Bertinoro;
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FORLIMPOPOLI
Forlimpopoli si trova poco distante da Forlì, lungo la via Emilia in direzione di Cesena.
La cittadina, ricca di storia, fu fondata dai Romani nel II secolo a. C. con il nome di Forum Popili, probabilmente dal console fondatore Popilio Lenate.
Tra i monumenti ricchi di fascino che ancora oggi la città conserva, la Rocca è probabilmente il più imponente e suggestivo, con i quattro torrioni circolari e il camminamento di ronda. Fu fatta ricostruire al posto della Cattedrale dal Cardinale Albornoz (da qui l’aggettivo “Albornoziana” spesso attribuitole), quando la Chiesa, nel 1361, riconquistò la cittadina sottraendola alla famiglia degli Ordelaffi. Forlimpopoli è conosciuta sia per le scorribande del Passatore, il bandito Stefano Pelloni, che la sera del 25 gennaio 1851 depredò insieme alla sua banda i cittadini più abbienti, sia per aver dato i natali a Pellegrino Artusi, padre della gastronomia italiana, ricordato e omaggiato ancora oggi annualmente nella Festa Artusiana.


Abitanti: circa 11300
Altitudine: 31 mt. slm
Superficie: circa 24 kmq
Numeri utili: Municipio 0543.749111
Indirizzo: Municipio Piazza Fratti, 2 - Forlimpopoli

Mappa Forlimpopoli
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PREDAPPIO
Predappio sorge nella valle del fiume Rabbi, in zona collinare disseminata di vigneti pregiati, dai quali si ottengono gli apprezzati vini di Romagna, tra cui il più diffuso è senza dubbio il sangiovese. Dista 16 km da Forlì ed è facilmente raggiungibile dal capoluogo di provincia percorrendo la Strada Statale 9ter del Rabbi in direzione Premilcuore-Firenze.
Il paese, diviso in modo netto dalla parte di più antica origine, Predappio Alta, rappresenta la tangibile testimonianza della volontà di Benito Mussolini di rendere omaggio al luogo che gli dette i natali. Causa ufficiale della fondazione fu la valutazione della pericolosità del vecchio insediamento urbano di Predappio Alta, considerato a rischio per i forti movimenti franosi del terreno che avrebbero compromesso la stabilità degli edifici e l’incolumità degli abitanti.
Costruita fra gli anni ’20 e ’40, Predappio mostra l’inconfondibile struttura urbanistica del periodo fascista e la tipica architettura razionalista di gusto littorio, oltre a conservare alcuni luoghi strettamente legati alla vita del Duce, come la casa natale e la tomba di famiglia. La cerimonia di fondazione, con cui il nuovo paese divenne anche capoluogo comunale, fu celebrata il 30 agosto 1925.
Nei dintorni: Villa Pandolfa, maestoso palazzo che risale probabilmente alla prima metà del Seicento, Rocca delle Caminate.



Abitanti: circa 6160
Altitudine: 130 mt. slm
Superficie: circa 92 kmq
Numeri utili:
Municipio 0543.921711
Ufficio Informazioni Turistiche 0543.921222
URP 0543.921738
Indirizzo: Municipio Piazza San Antonio, 3 – Predappio

Mappa Predappio
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PORTICO E SAN BENEDETTO IN ALPE
Il comune si trova sulla via che collega Forlì con Firenze.
Nel territorio del comune di Portico e San benedetto sono compresi tre paesi: Portico di Romagna,sede del Municipio, Bocconi e San Benedetto in Alpe, l'ultimo avamposto romagnolo prima del valico del Muraglione lungo la strada statale 67 che porta a Firenze. Queste zone erano parte della Romagna - Toscana e solo nel 1923 sono state comprese nella provincia di Forlì. Le origini dei paesi sono antichissime: si tratta di tipici insediamenti di vallata nati sul fiume, alla confluenza di vallate secondarie. Il vasto territorio comunale è delimitato dal crinale principale Tosco - Romagnolo e dai due secondari che formano la Vallata del Montone: le zone più montane, coperte da fitti boschi e solcate da numerosi corsi d'acqua sono tutte inserite nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Campigna e Monte Falterona.

CIVITELLA
Il comune si trova sulla via che collega Forlì con Firenze.
Nel territorio del comune di Portico e San benedetto sono compresi tre paesi: Portico di Romagna, sede del Municipio, Bocconi e San Benedetto in Alpe, l'ultimo avamposto romagnolo prima del valico del Muraglione lungo la strada statale 67 che porta a Firenze. Queste zone erano parte della Romagna - Toscana e solo nel 1923 sono state comprese nella provincia di Forlì. Le origini dei paesi sono antichissime: si tratta di tipici insediamenti di vallata nati sul fiume, alla confluenza di vallate secondarie. Il vasto territorio comunale è delimitato dal crinale principale Tosco - Romagnolo e dai due secondari che formano la Vallata del Montone:
le zone più montane, coperte da fitti boschi e solcate da numerosi corsi d'acqua sono tutte inserite nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Campigna e Monte Falterona.


PREMILCUORE
Premilcuore è un comune di 832 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. Centro silvo-pastorale dell'Appennino tosco-romagnolo, nell'alta valle del fiume Rabbi. Sorge sulle pendici nord-occidentali del monte Arsiccio (m.762). Secondo la tradizione Premilcuore sarebbe stata fondata nel 215 d.C. dal centurione Romano Marcelliano che con alcuni soldati si sarebbe rifugiato lungo la boscosa e disabitata vallata del Rabbi per sfuggire alla vendetta dell'imperatore Caracalla il quale lo riteneva responsabile di aver fomentato una sommossa contro di lui. Romano Marcelliano, rifugiandosi in tali aspre zone, iniziò una nuova vita, dedicandosi alla pastorizia, all'agricoltura e alla caccia. Con il passare del tempo vi si unirono altri esuli romani che, assieme alle poche altre genti della zona, diedero inizio alla piccola comunità. La prima traccia di Premilcuore è attestata da un documento del 1124 che la descrive come possesso dell'Abbazia di San Benedetto in Alpe. Nel 1220 l'imperatore Federico II diede quei territori ai conti Guidi di Modigliana che costruirono il Castello dell'Ontaneta.

Nel 1371 il Castrum Premilcori, unitamente alla rocca, alla torre e a 25 focolari, venne ceduto al Vicariato ecclesiastico delle Fiumane per passare, dal 1404 fino al 1859, sotto il dominio di Firenze. Le cronache ci ricordano che nel 1499 Premilcuore fu occupata dalle truppe di Caterina Sforza le quali si apprestavano a difendersi dall'attacco di Cesare Borgia.

Il 25 luglio 1859 Premilcuore fu annessa al nascente stato italiano rimanendo in provincia di Firenze fino al 1923, anno durante il quale ne fu deciso lo spostamento nella provincia di Forlì.


SANTA SOFIA
Antica terra di frontiera lungo il corso del fiume Bidente, ricca di storia, antichi castelli e piccoli borghi sperduti, ha ereditato dalla Romagna toscana granducale una grande vivacità artistica e culturale, proiettata nel mondo contemporaneo. Le due anime vivono in perfetta armonia: antico e moderno trovano il loro equilibrio, nella splendida cornice di una natura rigogliosa e protetta.
Cenni di storia. Un comune con una storia particolare, diviso in due dal Bidente, conservò a lungo due nomi, Santa Sofia sulla riva sinistra e Mortano sulla riva destra, divisione che coincideva con il confine tra la Romagna Pontificia e la Toscana. Nel 1923 il paese passò alla provincia di Forlì e nel 1924 Mortano entrò a far parte dell'amministrazione comunale di Santa Sofia, sancendone l'unicità.

I luoghi della tradizione.
Piazza Matteotti, sulla riva sinistra del Bidente, è il vero centro vitale della cittadina, con il Palazzo Comunale, la torre civica e Palazzo Giorgi, della fine del secolo XVII, conservato nell'aspetto originale tardo barocco. La piazza ha subito profondi cambiamenti nel corso dei secoli, a causa delle distruzioni dovute a eventi sismici, come è possibile verificare da una tela dipinta da un pittore anonimo del '600, conservata nella chiesa parrocchiale di S. Lucia. L'arte contemporanea.
Sulla riva destra del fiume, in via Roma, si trova la Galleria d'Arte Contemporanea "Vero Stoppioni", con una collezione permanente di movimenti di varie tendenze, opere per lo più raccolte nel corso di più di 50 anni di edizioni del rinomato Premio Campigna. Nella galleria è esposta, tra le altre, La Mistura, splendida opera polimaterica dell'artista Mattia Moreni (1920-99).
Collegato alla Galleria d'Arte il Parco di sculture all'aperto, che raccoglie in vari punti della cittadina, installazioni di artisti di fama mondiale, che creano un singolare connubio tra arte e ambiente.

I luoghi della natura.
Santa Sofia riserva anche lo spettacolo di opere d'arte naturali, che fanno parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Proprio la foresta di Campigna riserva scenari meravigliosi in qualunque stagione, tra maestosi abeti bianchi e sentieri da percorrere immersi nella natura più rigogliosa e intatta.

I dintorni.
Un vicino borgo di origini antiche, Corniolo, fu feudo dei conti Guidi di Modigliana e poi del ramo del Corniolo. Merita un'attenta visita la Chiesa di S. Pietro a Corniolo, le cui prime notizie risalgono al XII secolo, punto di riferimento religioso dell'antica corte di Fafforata (l'attuale Corniolo). Nulla resta dell'antico edificio, distrutto più volte a causa di eventi sismici. L'aspetto attuale, in stile romanico, è dovuto alle ricostruzioni avvenute in seguito ai terremoti del 1918-19. Vi si conservano pregevoli opere antiche e contemporanee. Di minuscole dimensioni, ma di grande interesse, il borgo di Ridracoli, nei cui pressi è possibile ammirare vecchi casolari recuperati dopo decenni di abbandono. Nei pressi sorge la grandiosa diga, un grande lago artificiale alle cui spalle inizia la verde foresta, un'opera dell'uomo in perfetto equilibrio con la natura.

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