mostre forli

atrium forli | progetto atrium | settimana del buon vivere | forli citta d arte | forli mostra novecento | mostre d arte a forli | novecento mostra forli | mostre forli | prenotazione alberghi forli | alberghi forli | eventi forli | fiere forli | soggiorno romagna | offerte alberghi forli | offerte alberghi romagna | guide turistiche forli | entroterra romagnolo | itinerari romagna | offerta turismo forli | soggiorno forli | soggiorno castrocaro | vacanze romagna | musei forli | musei romagna | turismo forli | musei san domenico | modigliana soggiorno | proposte casa artusi | percorsi forli | percorsi romagna | vendita romagna visit card | rivenditore romagna visit card | terme in romagna |

mostre forli - mostre forli-

mostre forli

Forlì & Co. // mostre forli

mostre forliForlì & Co. - mostre forli

atrium forli

progetto atrium

settimana del buon vivere

forli citta d arte

forli mostra novecento

mostre d arte a forli

novecento mostra forli

mostre forli

prenotazione alberghi forli

alberghi forli

eventi forli

fiere forli

soggiorno romagna

offerte alberghi forli

offerte alberghi romagna

guide turistiche forli

entroterra romagnolo

itinerari romagna

offerta turismo forli

soggiorno forli

soggiorno castrocaro

vacanze romagna

musei forli

musei romagna

turismo forli

musei san domenico

modigliana soggiorno

proposte casa artusi

percorsi forli

percorsi romagna

vendita romagna visit card

rivenditore romagna visit card

terme in romagna

Forlì & Co. // mostre forli


Info: info@ramanet.com

© Forlì & Co. - All rights reserved. - mostre forli -

Prenota la tua visita guidata in Romagna!


Casa Artusi
Desideri ricevere aggiornamenti sulle nostre offerte e le nostre iniziative?
Iscriviti alla nostra NEWSLETTER!
Unione Città d'Arte Emilia Romagna
Scopri le mostre di questo autunno forlivese
Forlì ci regala numerosi appuntamenti in questo autunno, caratterizzandosi come città d'Arte e città del Buon Vivere. Dal 24 settembre al 2 ottobrespazio agli eventi della Settimana del Buon Vivere che richiamerà a Forlì personaggi di altissimo livello per riflettere su una idea di futuro. Ad ottobre una mostra dedicato agli scavi di Monte Poggiolo ed un convegno diArcheologia, dal 9 ottobre al 8 gennaio 2017 una mostra dedicata all'Arte mutilata nei conflitti. I Canova esplosi nella Grande Guerra e la cronaca fotografica dello scempio. La Ebe dimezzata nella cornice dei Musei San Domenico, e la tanto attesa mostra fotografica Genesi di S. Salgado dal 28 ottobre al 29 Gennaio 2017.
Forlì Rotta Culturale Europea ATRIUM
Atrium è un progetto europeo che coinvolge 18 partner internazionali, Forlì ne è la città capofila, e che sviluppa il tema dell’architettura dei regimi totalitari con l’intento di indagarne le funzioni originarie, le qualità architettoniche, le implicazioni storiche e socio-politiche.

La storia del Comune di Forlì è strettamente legata a Benito Mussolini e all’interesse del duce stesso verso il rinnovamento architettonico del capoluogo romagnolo. A questo progetto ebbero modo di lavorare architetti autorevoli come Gustavo Giovannoni, Cesare Bazzani e Cesare Valle, ma anche tecnici locali di grande interesse. Una grande parte della città storica subì demolizioni ed è stata ricostruita secondo le tendenze architettoniche del periodo. Forlì è oggi un museo a cielo aperto di architettura degli anni del regime.

· Monumento ai Caduti – Monumento della Vittoria alla Prima Guerra Mondiale progettato dall’architetto Cesare Bazzani . Alto in tutto 30 metri, di cui solo 22 per l’alta colonna dorica in pietra dorata di Trani, che porta nella sua cima una composizione scultorea in bronzo a rappresentare la vittoria nel triplice campo che arrise alla patria: in cielo, in terra, in mare.

· Casa del Mutilato - L'edificio, già dimora delle organizzazioni massoniche forlivesi, venne trasformato in una sede dove potevano essere alloggiate degnamente sia la sezione forlivese dell'Associazione, che l'Opera Nazionale dei Mutilati di guerra. Cesare Bazzani, incaricato della trasformazione, concepì un progetto caratterizzato da una matura e meditata riflessione sul mondo classico.

· Palazzo delle Poste – costruito fra 1931 e il 1932 su di un impianto rettangolare, con cortile interno, che permette l’illuminazione nel grande salone semicircolare per il pubblico, l’edificio si trova in Piazza Saffi.

· Casa della Balilla - o ex Palazzo GIL, è un palazzo polivalente costruito sull'allora viale Benito Mussolini, poi rinominato viale della Libertà. L'opera, che in seguito mutò il nome in "Casa della Gioventù Littoria", era stata pensata dell'Opera Nazionale Balilla come polo sportivo e culturale per l'indottrinamento ideologico dei giovani.

· Collegio Aeronautico “Bruno Mussolini” – palazzo destinato ad ospitare il primo istituto aeronautico in Italia, in grado di ospitare 440 allievi. Nelle pareti interne del cortile detto Italico il pittore Angelo Canevari ha realizzato un ciclo musivo bicromo sulla storia del volo. Nell’atrio delle Costellazioni il pavimento musivo realizzato dalla Scuola di Spilimbergo, riproduce la carta celeste dell’Emisfero Australe. All’esterno la statua di Icaro, in marmo bianco di Carrara, è opera di Francesco Saverio Palozzi.
Bellezza della Romagna Toscana
Rinomata località di villeggiatura, Castrocaro Terme e Terra del Sole ha ottenuto la Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra assegnato nel 2005 dal Touring Club Italiano. Il suo Centro termale di origini etrusche era già famoso al tempo dei Romani.

Fortezza di Castrocaro - L'imponente Castello è considerato dagli esperti uno dei più interessanti esemplari di architettura fortificata medievale. È composta da tre distinte opere architettoniche e difensive: il Girone, la Rocca e le Cannoniere (Arsenali Medicei). Oggi è sede del Museo storico.

Parco delle Terme – famoso per la sua lussureggiante vegetazione e per gli intrattenimenti che vi si potevano trovare. Qui si trova il “Fonte Littoria” o “tempietto delle bibite”, realizzato in stile pompeiano nel 1924, è caratterizzato da colonne, capitelli, figure mitologiche evocanti le forme decorative dei vasi attici a figure nere. Dalle bocche dei mascheroni fluiscono tre differenti qualità di acque minerali: Salsubia, Salubria e Beatrice, ricche di magnesio, bromo e iodio.

Grand Hotel Terme - Si caratterizza per le ovattate ed eleganti atmosfere anni Quaranta. L'imponente facciata, alleggerita dal rivestimento in candido travertino, è ornata con belle metope raffiguranti il motivo dell'acquario e della conchiglia. Da non perdere, nella saletta a fianco del bar, un raffinato dipinto del Chini, riproducente un luminoso fondale marino d'argento.

Padiglione delle Feste - Edificio monumentale di epoca fascista fu iniziato nel 1937 e inaugurato il primo giugno 1938 alla presenza del principe Umberto di Savoia, è arricchito dallo straordinario apparato decorativo di Tito Chini, di Borgo San Lorenzo, medaglia d'argento per la ceramica all'Esposizione internazionale di Parigi del 1925. All'interno dell'edificio si trova un arioso e scenografico atrio semicircolare, il pavimento è in marmo, con al centro un grande e bellissimo mosaico circolare in formelle di maiolica policroma. La sala è sovrastata da un bellissimo lucernario circolare a tre fasce concentriche, ornate dai simboli delle costellazioni, dello zodiaco e delle stelle. Assai particolare è l'atmosfera della Sala da gioco, le cui pareti in legno sono interamente decorate con grandi tarocchi su fondo nero.

Stabilimento Termale - Impreziosito dagli splendidi apparati decorativi di Tito Chini, all'interno l'imponente atrio con ballatoio riprende le eleganti linee architettoniche del Padiglione; nelle due pareti contrapposte si fronteggiano i grandi e bellissimi pannelli decorativi, che propongono in una suggestione straordinaria e unica il tema dell'Isola della Felicità.

Torre Campanaria - Comunemente conosciuta con il nome di "Campanone" fu costruita sulle rovine di un antica torre a guardia della porta San Giovanni, colpita da un fulmine il 21 giugno 1497 e distrutta per l'esplosione delle polveri contenute al suo interno. Trasformata successivamente in Torre dell'Orologio, ospita una campana di 13 quintali fusa nel 1841 dai fratelli Balestra di Cesena, azionata manualmente dalla Compagnia dei Campanari in occasione delle principali ricorrenze civili e religiose.

Terra del Sole - Un centro storico rinascimentale che dal sole prende il nome, una "città ideale" fortificata, un microcosmo rispecchiante la perfezione e l'armonia del macrocosmo, una invenzione spaziale: ecco la Terra del Sole o "Eliopoli" (Città del Sole). Solo una città di nuova fondazione può vantare un preciso atto di nascita: è questo il caso di Terra del Sole. Concepita non come semplice fortilizio, ma come "città fortezza", un rettangolo bastionato con inscritto un abitato civile e militare, fu progettata e costruita dai migliori architetti del tempo: Baldassarre Lanci, urbinate, come architetto generale, il figlio Marino, il Camerini, il Buontalenti ed il Genga come suoi collaboratori e continuatori.
Delizie a Forlimpopoli e Bertinoro
Un percorso alla scoperta del cibo nella città di Forlimpopoli, conosciuta come città del gusto. Città natale dell’illustre Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana, tuttora conserva la tradizione dei sapori e del gusto. Siccome un pasto senza vino è un giorno senza sole, è immancabile una visita a Bertinoro, la città del vino. Qui si trovano le principali eccellenze del vino dell’Emilia Romagna.

· Casa Artusi: il primo “Centro di cultura gastronomica” dedicato alla cucina di casa. Situata nel centro storico di Forlimpopoli in un antico convento, all’interno dell’isolato della Chiesa dei Servi costruita verso la metà del XV secolo contenente la pala dell'Annunciazione dipinta nel 1533 da Marco Palmezzano allievo di Melozzo da Forlì. Presente anche nella rete dei Musei del Gusto dell'Emilia-Romagna, Casa Artusi è aperta ad appassionati e curiosi, donne e uomini di casa, professionisti e cultori, studiosi e ricercatori, che vogliano approfondire la cultura e la pratica della cucina domestica.

· Rocca di Forlimpopoli: si trova nel centro della città ed è una delle Rocche più belle della Romagna. Edificata nel XIV secolo, sulle rovine dell'antica cattedrale, e successivamente completata da Pino Ordelaffi e Caterina Sforza, prese inizialmente il nome di Salvaterra. Nel corso dei secoli seguirono diverse modificazioni. Un importante intervento di recupero, avviato nel 1970 e concluso nel 1990, ha restituito la rocca al suo antico decoro. Attualmente nell'ala settentrionale hanno sede gli uffici comunali; nell'ala orientale, al primo piano, si trova l'ampia sala a doppio volume riservata al Consiglio Comunale: qui è stato trasferito il più antico stemma in pietra della città di Forlimpopoli, risalente alla metà del XVII secolo.

· Rocca di Bertinoro: fu costruita probabilmente intorno all'anno 1000. Interessante notare come la sua posizione rialzata permise a Bertinoro di difendersi egregiamente nel corso dei secoli tanto da renderla quasi imprendibile. Caratteristica importante inoltre, la Rocca venne costruita in modo tale da fonderla perfettamente con gli speroni di roccia sui quali poggia e questa la dota di un ulteriore strumento di difesa naturale. È sede del Museo di Arte Sacra e del Centro Universitario di Bertinoro.
Forlì Noir
Un itinerario, alla scoperta di luoghi ed edifici che nelle diverse epoche storiche erano stati teatro di agguati e vendette, fatti di cronaca nera ed eventi cruenti, spesso avvolti nel mistero o divenuti leggendari.

· Rocca di Ravaldino – Qui si trova il corpo di un bambino di dodici anni, morto in circostanze misteriose nel luglio del 1480. Questo bambino era Sinibaldo, unico figlio del Signore di Forlì, Pino III Ordelaffi. Il corpo non fu mai ritrovato né, a quello che risulta dalle cronache, cercato. A Sinibaldo aspettava la prosecuzione della signoria però Forlì era già promessa dal Papa al nipote, Gerolamo Riario, e Sinibaldo, da morto così come è stato da vivo, non avrebbe costituito che un intralcio.

· Chiesa di Ravaldino – qui viene conservato il crocifisso che, fra Sei e Settecento, veniva usato in occasione delle condanne a morte.

· Piazza Saffi – il 1° maggio 1282, i soldati della ghibellina Forlì, comandati da Guido da Montefeltro, sbaragliarono, in uno scontro assai cruento, il fior fiore dell’esercito composto da francesi e guelfi italiani, inviato dal pontefice Martino IV a sottomettere la ribelle Forlì, che così meritò la citazione dantesca di “sanguinoso mucchio” (“La terra che fè già la lunga prova e di Franceschi sanguinoso mucchio” - Dante, Inf. XXVII, 44). I caduti vennero onorevolmente sepolti, grazie all'intervento dei Battuti Neri, in una grande fossa comune e a ricordo, fu eretta una cappella, la Crocetta, in posizione quasi frontale rispetto all'attuale via Allegretti, che verrà poi demolita nel 1616. Per lunghi anni la piazza grande fu il luogo in cui avvenivano le esecuzioni capitali. Le scene raccapriccianti non mancarono, ma forse nessuna fu più atroce della difficile decapitazione di Tommaso di ser Filippo (11 dicembre 1432) il quale, affidato ad un carnefice inesperto, ricevette quattordici colpi di mannaia prima di morire. Un altro clamoroso, orrendo fiasco accadde il 19 marzo 1801, quando, sempre in piazza, fu allestita per la prima volta in città la ghigliottina, costruita dal bolognese Giuseppe Berti. I due condannati, rei d'omicidio, erano tali Miglietti e Brunini.

Questi fu il primo a mettere il collo nella lunetta, ma la lama per tre volte si abbatté sulla nuca dell'infelice senza staccarne la testa, così che il turpe lavoro fu finito col coltello, tra le urla d'orrore della folla e quelle del povero Brunini che veniva scannato come un maiale. Il Miglietti, vista la pessima prova della ghigliottina, venne fucilato ed il Berti, maldestro autore di quel lugubre trabiccolo, si prese tre mesi di galera.

· Palazzo Malmesi – teatro del più lugubre e noto “fatto di sangue” di Forlì. Alberto Malmesi e la fidanzata Dionilla Dal Pozzo erano scomparsi dal dicembre 1914. Si parlò di fuga romantica o di un improvviso cambio di città. Nel marzo 1915, un ragazzino affermò di aver visto trasportare dalla latrina di via Maroncelli due grossi involti, simili a tappeti arrotolati da uno dei quali penzolava un braccio scarnificato. Da questa testimonianza ebbe origine il più straordinario affaire noir della città. Le indagini poliziesche furono minuziose, ed inaugurarono nella nostra sonnacchiosa città metodi di investigazione scientifica che sbalordivano.

· Via Moroni - stradina stretta e buia prossima a Corso Garibaldi. Qui fu aggredito Michele Placucci (1782-1840)la sera del 30 marzo 1840. Una violenta coltellata gli perforò un polmone, causandone la morte, dopo una lunga agonia, il 2 aprile. Placucci sembrò d’aver riconosciuto il feritore, ma non ne rivelò il nome.

· Palazzo del Signore – qui avviene l’episodio della defenestrazione del Conte Gerolamo Riario che rappresenta l’epilogo di una fase politica durante la quale la città di Forlì, in tutte le sue componenti sociali, tentò di scrollarsi di dosso una signoria sgradita e pericolosa. Una lunga serie di congiure era fallita, ma infine un gruppo di persone, tra le quali i fratelli Checco e Ludovico Orsi, Lodovico Pansecco, Giacomo del Ronco, decisero di evocare l'eterna lotta tra la libertà e la tirannide per motivarne l'uccisione. Checco Orsi la sera del 14 aprile 1488 si presentò al cospetto del Conte, intento a cenare nella Camera delle Ninfe. Ricorrendo ad un pretesto per avvicinarlo, gli sferrò una pugnalata al ventre e subito fu raggiunto dai complici. Una stoccata alla testa, questa volta mortale, e il Riario giacque a terra. Nel frattempo Ludovico Orsi in piazza incitava alla rivolta e alla libertà, cercando di radunare gente e scatenare l'insurrezione. Superata facilmente una prima, debole resistenza da parte dei famigliari del Conte, Checco scese le scale con un gruppo di armati. Il corpo del Conte fu gettato dalla finestra della sala sulla piazza, la terza da sinistra partendo dal lato sinistro della facciata, dove venne straziato e letteralmente fatto a pezzi. All'arrivo della folla i soldati della guardia fuggirono, lasciando che la moglie del Riario, Caterina Sforza, venisse catturata e condotta alle case degli Orsi, mentre la folla si dava al saccheggio del palazzo dei Signori.
Scopri l'arte a Forlì
La città di Forlì, cuore della Romagna per la sua posizione strategica che la colloca tra Bologna e Rimini, Ravenna e Firenze, è diventata nel corso dei secoli un centro culturale, accademico ed enogastronomico di eccellenza. Oggi è anche un polo museale e culturale di grande interesse con il complesso di San Domenico e le mostre che ogni anno ospita.

· Piazza Saffi - è il cuore della città di Forlì e si trova al crocevia dei quattro principali corsi. Al centro della piazza si staglia la statua di Aurelio Saffi e il suo perimetro è circondato da alcuni dei palazzi più prestigiosi della città. La piazza è tra le più grandi d'Italia e qui si sono tenute sanguinose lotte tra guelfi e ghibellini. Nel 1282 vide la vittoria dei forlivesi guidati da Guido da Montefeltro sulle truppe francesi inviate dal Papa Martino IV (ricordato nella Divina Commedia come il “sanguinoso mucchio”). Per l’occasione è stato eretto un tempietto votivo, la Crocetta, che nel XVII secolo venne sostituito da una colonna sormontata dall’immagine della Madonna del Fuoco, protettrice della città (visibile oggi in Piazza del Duomo) e nel secolo scorso dalla statua dedicata ad Aurelio Saffi (1819-1890), uomo politico triumviro della Repubblica Romana del 1849.

· Abbazia San Mercuriale – è l’edificio più noto della città e uno dei simboli dell’intera Emilia-Romagna. Ha la dignità di basilica minore conferita dal Papa Giovanni XXIII. La basilica ha origini antichissime, essendo stata edificata sui resti di una pieve del VI secolo intitolata a Santo Stefano.

· Palazzo del Governo o Palazzo Paulucci di Calboli – a fianco dell’Abbazia di San Mercuriale, il palazzo venne costruito agli inizi del XVIII secolo. Fu destinato come sede del Palazzo di Governo di Forlì. Al piano terra il carattere originario dell’edificio è stato alterato con l’apertura di negozi lungo tutto il fronte e lo scalone è abbellito da due gruppi scultorei, “Teseo con Minotauro” ed “Ercole con Idra”.

· La Cattedrale di Santa Croce - è il duomo di Forlì e sede del vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro. Al suo interno, nella cappella sinistra, si trova la xilografia della Madonna del Fuoco, patrona della diocesi. L'attuale aspetto neoclassico, frutto dei grandi lavori che seguirono l'abbattimento della primitiva chiesa romanico gotica, le fu conferito dall'architetto Giulio Zambianchi.

· Palazzo Romagnoli - Il Palazzo Romagnoli - Reggiani prende il nome dalla famiglia Romagnoli di origine cesenate, che si stabilì a Forlì dal 1806 quando Lorenzo Romagnoli divenne prefetto della città durante il governo francese, e dalla famiglia Reggiani dal nome di Girolamo Lorenzo Reggiani che sposò l’ultima discendente Virginia e assunse il cognome di Reggiani Romagnoli. A due passi dai Musei San Domenico il piano terra del palazzo è dedicato all'esposizione permanente della prestigiosa Collezione Verzocchi, mentre al primo piano sono collocate una selezione di opere tra cui gli oli e le incisioni di Morandi della Donazione Righini, le sculture di Wildt legate alla figura di Raniero Paulucci de Calboli e 'La grande Romagna', di opere pittoriche e plastiche rappresentative del vasto e composito patrimonio novecentesco forlivese.

· Complesso San Domenico – è stato ristrutturato dove un tempo vi si trovava un convento domenicano risalente al XIII secolo. All'interno del complesso si trova il refettorio del convento con affreschi cinquecenteschi attribuiti a Girolamo Ugolini. Sulla parete nord-est l'affresco è ripartito in tre parti suddivise da elementi architettonici con al centro la Crocifissione, a sinistra l'apparizione dei santi Pietro e Paolo a San Domenico e a destra sempre San Domenico che resuscita il giovane Napoleone Orsini caduto da cavallo. Sulla parete di sud-ovest è rappresentata la mensa di San Domenico con il miracoli dei pani. Quest'ultimo affresco risulta gravemente danneggiato dai militari nel periodo napoleonico. Il complesso è formato da cinque edifici: Palazzo Pasquali, chiesa di San Giacomo Apostolo, Convento dei Domenicani, Convento degli Agostiniani e Sala Santa Caterina. Al suo interno è ospitata la Pinacoteca Civica di Forlì. Inoltre è sede di esposizioni temporanee.

· Rocca di Ravaldino – è una cittadella fortificata di origine medioevale. È stata ricostruita e rafforzata nel Trecento sia dagli Ordelaffi sia da Egidio Albornoz ed ampliata durante il Quattrocento, è oggi in parte destinata a sede espositiva, mentre un'ampia area ospita le carceri della città.
Itinerario dantesco forlivese


 

Dante Alighieri è considerato il padre della lingua Italiana e la Divina Commedia è universalmente ritenuta la più grande opera letteraria scritta da un italiano, nonché uno tra i maggiori capolavori della letteratura mondiale. Con due condanne successive, 27 gennaio e 10 marzo 1302, il poeta fiorentino venne condannato al rogo e alla distruzione delle sue proprietà. Da quel momento in poi non poté più rivedere la sua città natale. Dante fuggiasco trovò rifugio in un primo momento a San Benedetto in Alpe, poi a Forlì. Il sommo poeta inserisce nella sua opera numerose citazioni di Forlì e del suo territorio.



· Porta Schiavonia, partenza lungo la strada più percorsa da quanti provenivano dalla Toscana



· Via Curte - ha la stessa conformazione dell’epoca di Dante, essendo l’antica via vicinale degli Orti longobardi



· Monastero della Ripa – fu costruito nel XV secolo sull’area denominata anticamente Contrata florentina, su cui sorgeva la Torre fiorentina che era un punto di riferimento per la comunità dei fuorusciti ghibellini toscani



· Chiesa della Trinità - la più antica pieve cristiana forlivese, conserva un affresco trecentesco



· Ponte dei Morattini - uno dei molti ponti sorti nell’Alto medioevo sul ramo cittadino del fiume Montone



· Palazzo Albicini - il palazzo inglobò sul finire del ‘400 le case che componevano l’insula, il quartiere, degli Ordelaffi; Dante vi fu ospite di Scarpetta, primo signore di Forlì e in seguito una seconda volta alla corte di Cecco I (le branche verdi della Commedia)



· Chiesa e convento di S.Francesco Grande - distrutto alla fine del ‘700, il complesso ospitava i Francescani Minori, cari a Dante



· Via delle Torri e Ponte dei Cavalieri - via costellata, all’epoca, di torri familiari; il ponte, tardo-romano, scavalcava il ramo canalizzato del fiume e introduceva alla piazza



· Abbazia di S.Mercuriale - complesso risalente almeno al 1178; Dante ammirò certamente il campanile (al cui piedi, verso il chiostro, era dipinto un affresco trecentesco) e l’altorilievo della lunetta



· Rialto Piazza - vi sorgeva il Ponte del Pane (romano) circondato da botteghe; all’epoca di Dante il canale di Ravaldino scorreva per tutto quel lato della Piazza e fiancheggiava il mercato più importante della regione; sulla piazza ebbe luogo il sanguinoso mucchio (Inferno, XXVII)



· Basilica di S.Maria dei Servi - all’epoca vi si trovava Pellegrino Laziosi, nato nel 1265 come Dante, poi santificato. Il portale è coevo del Poeta e vi si conservano affreschi trecenteschi.
Emilia Romagna Turismo Confcommercio Forlì Provincia di Forlì Cesena Comune di Forlì Provincia di Forlì-Cesena Camera di Commercio FC Fondazione Cassa di Risparmio Forlì
Romagna Fulltime Soc.Coop.Consortile - P.le Vittoria 23 - 47121 Forlì - Tel.0543 378075 - Fax 0543/378036 - E-mail: info@romagnafulltime.it
P.Iva/ C.F. e n. R.I. Forlì-Cesena 03743870408 - A.Coop.M.P. n. A193705
- credits -
Privacy Policy