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EUROVISIONI - Tito Pasqui, un forlivese alle grandi esposizioni (1873-1906)
Inaugurazione presso 
Musei San Domenico
venerdì 10 ottobre 2014
ore 17,30

La mostra racconta, per immagini e documenti, la vicenda di un tecnico “di periferia” alla scoperta del progresso.
L’origine, all’indomani del Risorgimento, è nella terra: innovazioni agrarie, concimi, macchine. Poi, via via che l’Europa mette in mostra la sua tecnologia di punta, Pasqui viene attratto dai trasporti, dalle infrastrutture, dalla chimica: i grandi settori dischiusi dallo sviluppo nella seconda rivoluzione industriale. Instancabile divulgatore, sempre in bilico fra “piccola patria” romagnola e grandi capitali internazionali, Pasqui è il concentrato culturale di mentalità tipiche del suo tempo: aperto alle invenzioni e alle innovazioni, sedotto dalle stupefacenti trovate, dall’elettricità alle belle arti, favorevole ai nuovi quartieri e alle nuove architetture; e insieme espressione di un notabilato tradizionale, socialmente conservatore. Non a caso, il tempo delle expo, cioè quello della competizione pacifica fra i paesi, si esaurirà alle soglie del 1914, quando la “gara” fra le nazioni finirà per assumere ben altri lugubri connotati.

La mostra resterà aperta da sabato 11 ottobre a martedì 6 gennaio 2015
con orario: 
dal martedì al venerdì ore 9,30-13,00 / 15,00 – 17,30 
sabato e domenica ore 10,00 – 18,00
Ingresso Libero

invito.pdf
BOLDINI. Lo spettacolo della modernità.
“C’est un classique!”. E’ questo il riconoscimento dato a Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931), fin dalla prima esposizione postuma che si tenne a Parigi a pochi mesi dalla morte. “Il classico di un genere di pittura”, ribadì in quella occasione Filippo de Pisis.

Dopo la rassegna dedicata nel 2012 a Wildt (che sarà protagonista nel 2015 di una mostra realizzata dal Musée d’Orsay all’Orangerie di Parigi in collaborazione con la Città di Forlì e la Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì), e le due successive sul Novecento ed il Liberty, la Fondazione e i Musei di San Domenico di Forlì proseguono nella esplorazione, attraverso nuovi studi e la riscoperta di opere poco note, della cultura figurativa tra Otto e Novecento, proponendo per la stagione espositiva del 2015 una approfondita rivisitazione della vicenda di Giovanni Boldini certamente il più grande e prolifico tra gli artisti italiani residenti a Parigi. E’ in questo ideale spazio di rapporto tra Forlì e Parigi che si colloca la nostra nuova iniziativa.

Nella sua lunghissima carriera, il pittore ferrarese ha goduto di una straordinaria fortuna, pur suscitando spesso accese polemiche, tra la critica ed il pubblico. Amato e discusso dai suoi primi veri interlocutori, come Telemaco Signorini e Diego Martelli, fu poi compreso e adottato negli anni del maggiore successo dalla Parigi più sofisticata, quella dei fratelli Goncourt e di Proust, di Degas e di Helleu, dell’esteta Montesquiou e della eccentrica Colette. Rispetto alle recenti mostre sull’artista, questa rassegna si differenzia per una visione più articolata e approfondita della sua multiforme attività creativa, intendendo valorizzare non solo i dipinti, ma anche la straordinaria produzione grafica, tra disegni, acquerelli e incisioni. Le ricerche più recenti di Francesca Dini (curatrice della mostra insieme a Fernando Mazzocca), consentono di arricchire il percorso con la presentazione di nuove opere, sia sul versante pittorico che, in particolare, su quello della grafica.

Uno di punti di maggior forza, se non quello decisivo, della mostra sarà la riconsiderazione della prima stagione di Boldini negli anni che vanno dal 1864 al 1870, trascorsi prevalentemente a Firenze a stretto contatto con i Macchiaioli. Questa fase sarà vista in una nuova luce grazie alla possibilità di presentare il magnifico ciclo di dipinti murali realizzati tra il 1866 e il 1868 nella Villa detta la “Falconiera”, a Collegigliato presso Pistoia, residenza della famiglia inglese dei Falconer che, conosciuti grazie a Signorini, saranno suoi ospiti e mecenati. Si tratta di vasti paesaggi toscani, tra cui la marina di Castiglioncello, e di scene di vita agreste che consentono di avere una visione più completa del Boldini macchiaiolo.

Le prime sezioni, nelle sequenza delle sale al piano terra, saranno dedicate alla immagine dell’ artista rievocata attraverso autoritratti e ritratti; alla biografia per immagini (persone e luoghi frequentati); all’atelier; alla grafica così rivelatrice della sua incessante creatività.

Le sezioni successive, al primo piano, dopo il ciclo della “Falconiera”, ripercorreranno attraverso i ritratti di amici e collezionisti la grande stagione macchiaiola.
Seguirà la prima fase successiva al definitivo trasferimento a Parigi, caratterizzata dalla produzione degli splendidi paesaggi e di dipinti di piccolo formato con scene di genere, legata al rapporto privilegiato con il celebre e potente mercante Goupil.

Avranno subito dopo un grande rilievo, anche per la possibilità di proporre confronti con gli altri italiani attivi a Parigi, come De Nittis, Corcos, De Tivoli e Zandomenenghi, le scene di vita moderna, di cui Boldini si afferma come uno dei maggiori interpreti del tempo. Seguiranno infine le sezioni dedicate alla grande ritrattistica che lo vedono diventare il protagonista in un genere, quello del ritratto mondano, destinato ad una straordinaria fortuna internazionale. A questo proposito costituirà una novità la possibilità di accostare per la prima volta ai suoi dipinti le sculture di Paolo Troubetzkoy che si confrontano con quelli di Boldini sia sul piano iconografico che formale.
VISITE GUIDATE A FORLI E IN MOSTRA - FEDERAZIONE GUIDE FORLI
La Federazione Guide Turistiche di Forlì è a Vostra disposizione per visite guidate in mostra e su tutto il territorio! Potete contattarci in qualunque momento per richiedere la vostra guida! 

Tariffario:

Per Gruppi fino a 20 persone 

MEZZA GIORNATA
Entro le 3 ore (1/2 giornata) Euro 110,00
Per ogni persona oltre le 20 Euro 2,00

GIORNATA INTERA
Entro le 6 ore (giornata intera) Euro 180,00
Per ogni persona oltre le 20 Euro 3,00

SUPPLEMENTI E RIDUZIONI
Ogni ora aggiuntiva Euro 20,00 – all’ora
Guida in lingua Supplemento 20%
Scolaresche Riduzione 20%

TARIFFE al lordo degli oneri fiscali

Contatta il numero telefonico 0543/378075 e segui le indicazioni della voce guida per poter reperire la tua guida!
tariffario_guide_2014.pdf
Cinquantesimo anniversario della morte della venerabile Benedetta Bianchi Porro
Nel corso delle prossime settimane inizieranno le manifestazioni per ricordare la venerabile Benedetta Bianchi Porro in occasione del cinquantesimo della morte. Il programma messo a punto per l'occasione dalla Diocesi di Forlì - Bertinoro si svolgerà fra Dovadola e Forlì. Anche a Sirmione, luogo della morte di Benedetta, si farà altrettanto. Dovadola, paese natale della venerabile, e tutta la vallata dell'Acquacheta, che ospitò anche Dante Alighieri in fuga da Firenze, si stanno preparando per accogliere le persone che andranno a pregare sul monumento funebre di Benedetta, conservato presso l'Abbazia di Sant'Andrea (la Badia) di Dovadola. Tutta la zona offre luoghi di forte attrazione turistica a iniziare proprio dal paese di nascita di Benedetta.

BENEDETTA BIANCHI PORRO

Benedetta Bianchi Porro nasce a Dovadola (FC) l’8 agosto 1936. Negli anni Cinquanta si trasferisce con la famiglia a Sirmione, dove si manifestarono i primi segnali della malattia che l’avrebbe poi portata alla morte, il morbo di Recklinghausen (tumore che colpisce man mano tutti i centri nervosi).
Terminato il liceo classico, all’età di 17 anni si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Milano. La sua carriera universitaria, portata avanti con intensità e passione, viene intervallata da lunghe degenze, ricoveri, esami e interventi chirurgici e infine interrotta alla soglia della laurea.
A questo punto Benedetta era sorda, cieca, totalmente paralizzata: gli unici mezzi per comunicare erano un fil di voce e la mano destra, attraverso la quale i parenti usavano un alfabeto convenzionale.
Inferma, dal suo letto impara però che la sofferenza è il tramite che Dio usa per farla arrivare a Lui e quindi, nonostante la malattia, canta le meraviglie della vita e dimentica se stessa per gli altri.
Nel giugno del 1963 scrive ad un amico: “Prima nella poltrona, ora nel letto, che è la mia dimora, ho imparato che esiste una sapienza più grande di quella degli uomini. Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli”.
Muore il 23 gennaio 1964 a Sirmione. Nel 1976 si apre a Forlì il processo di beatificazione e nel 1993 Papa Giovanni Paolo II l’ha dichiarata Venerabile.
DOVADOLA_1.doc
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