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Liberty. Uno stile per l'Italia Moderna
'Liberty. Uno stile per l'Italia moderna' é il titolo della 9ª mostra che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì organizzerà ai Musei San Domenico dal 1º febbraio al 15 giugno 2014 per completare il trittico di esposizioni dedicate al Novecento, esplorando la grande stagione del Liberty italiano che ha dominato la scena europea nell'epoca compresa tra l'ultimo decennio dell'Ottocento e la Prima Guerra Mondiale. Il percorso espositivo propone la rilettura del modello stilistico dell'“arte floreale” individuandone l'origine nell'opera di uno dei grandi protagonisti del Rinascimento italiano, Sandro Botticelli, e approfondisce le relazioni con l'arte europea del periodo, in particolare le Secessioni. Lo “stile floreale”, utopia di una bellezza in grado di interpretare il mondo trasformato dalla tecnologia, vede infatti il grande artista rinascimentale come un modello stilistico originario.
Il Liberty non é una corrente ma un modo dell'essere di una borghesia europea che vuole trovare l'anima della materia, giungendo, nelle forme più estreme, all'oggettivazione di quell'anima. Diventarono arte le posate, i mobili, le poltrone, le lampade, i quadri e gli oggetti. Quello che era considerato superfluo diventa essenziale, tutto ciò che è decorativo, non necessario si trasforma in sostanziale per gli artisti, per la loro visione del mondo in cui l'anima non é più “dentro”, ma é dissolta in un valore spirituale diffuso che giustifica anche il senso della continua metamorfosi. Negli edifici, la parte ornamentale acquista maggior valore rispetto all'architettura sottolineando che, quello del Liberty, é un momento in cui la borghesia cerca di tornare a una spiritualità pervasiva contrapposta all'industrializzazione imperante grazie a un'ornamentazione che prende il sopravvento sulla struttura, come dimostra uno dei simboli dell' “art nouveau”: la Torre Eiffel.
L'allestimento é basato su rimandi e confronti della pittura con la scultura e le arti decorative, dalle vetrate ai ferri battuti, ai mobili, agli oggetti d'arredo, ai tessuti. Sarà possibile tracciare una linea comune tra i dipinti di Boldini, Previati e Casorati e le sculture di Bistolfi, Ximenes e Wildt, Martini; le vetrate e i ferri battuti di Mazzucotelli e Bellotto, le ceramiche di Galileo Chini e Baccarini, i manifesti di Dudovich, Terzi e Hohenstein. Un apposito appartato grafico avrà il compito di sottolineare i rapporti con la letteratura, tra D'Annunzio, Pascoli e Gozzano, e con la musica di Puccini, Mascagni e Ponchielli. I confronti europei riguardano autori come Klimt, Adler, Moser, Tiffany, Klingan, Boecklin, Van Stuck, Morris, Leighton. Nella rassegna sarà presenta anche una sezione inedita dedicata ai ghiacci, alle vette inaccessibili delle grandi montagne. La donna é protagonista della mostra in quantopersonificazione del mistero del mondo della natura: appariva nelle lampade, nei gioielli e nei monumenti. Chiuderanno la mostra pannelli di Zecchini e Chini, poi l'ultima fase dell'opera di Bistolfi con riscoperta dei miti michelangioleschi.
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ANTICHI GIOCHI E MESTIERI A LONGIANO
Domenica 4 maggio un evento longianese tutto nuovo per riscoprire gli oggetti di una volta,
protagonista il Museo del Territorio


Gli attrezzi e i mestieri del passato, assieme ai giochi dei nonni, ritornano per un giorno all’antico splendore, a Longiano. Tutto questo grazie a Giorgio Bettucci, responsabile del Museo del Territorio e “memoria storica” della città, nonché custode di innumerevoli cimeli e ricordi del passato. Infatti, assieme all’Amministrazione Comunale e alla Pro loco, il Museo del Territorio si fa promotore e organizzatore di un nuovo evento, creato anche per dare lustro e visibilità al Museo, autentica ricchezza di Longiano. Fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo, si intitolerà “MESTIERI”, e il nome è già un programma di intenti: riscoprire gli oggetti di una volta, che hanno accompagnato la vita, il lavoro, i giochi e il tempo dei nostri nonni e bisnonni. Una giornata che vuole anche essere una narrazione non nostalgica di un tempo che non c’è più, utile per capire meglio il nostro passato e anche il nostro presente.
Suggestiva location dell’evento il Giardino Bianchi, in via Giannini, ovvero in pieno Centro Storico, proprio a due passi dal Museo del Territorio, che per l’occasione sarà visitabile con la guida che illustrerà gli innumerevoli oggetti esposti.
Le iniziative che costellano la giornata cominciano alle 10.00 per chiudere alle 18.00, e prevedono il Laboratorio di ricamo a cura del gruppo Le Nuvole, quello di uncinetto e a maglia a cura del gruppo Kni-tCafé, e la nuova iniziativa “Scrivi come una volta”, in cui Giorgio Bettucci insegnerà ai più piccoli a scrivere col pennino e l’inchiostro.
Particolare attenzione sarà posta agli attrezzi da lavoro del passato, come quelli tessili: ad esempio, sarà possibile assistere alla dimostrazione dell'utilizzo di un antico telaio per la tessitura. Da non dimenticare il “Massibus”, ovvero giochi creativi per grandi e piccoli, a cura di Massimiliano Zambelli e Nancy Kyla, che già avevano animato la Sala San Girolamo durante Longiano dei Presepi, e lo stand ricreativo a cura della Pro loco, coi i dolci di una volta e tanto altro ancora. Inoltre, verrà organizzato un torneo di bigliardino per dilettanti a coppie miste, presso il Caffè del Teatro (per iscrizioni: tel. 0547 665037 – gli under 16 dovranno essere accompagnati da un adulto).
In caso di maltempo la manifestazione si terrà all'interno del Museo del Territorio

Per informazioni:
Ufficio Turistico 0547 665484 - iat@comune.longiano.fc.it
Ufficio Cultura tel. 0547 666458 – cultura@comune.longiano.fc.it
VISITE GUIDATE A FORLI E IN MOSTRA - FEDERAZIONE GUIDE FORLI
La Federazione Guide Turistiche di Forlì è a Vostra disposizione per visite guidate in mostra e su tutto il territorio! Potete contattarci in qualunque momento per richiedere la vostra guida! 

Tariffario:

Per Gruppi fino a 20 persone 

MEZZA GIORNATA
Entro le 3 ore (1/2 giornata) Euro 110,00
Per ogni persona oltre le 20 Euro 2,00

GIORNATA INTERA
Entro le 6 ore (giornata intera) Euro 180,00
Per ogni persona oltre le 20 Euro 3,00

SUPPLEMENTI E RIDUZIONI
Ogni ora aggiuntiva Euro 20,00 – all’ora
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Scolaresche Riduzione 20%

TARIFFE al lordo degli oneri fiscali

Contatta il numero telefonico 0543/378075 e segui le indicazioni della voce guida per poter reperire la tua guida!
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TREDOZIO (FC) - 51° SAGRA e PALIO dell’UOVO

20 Aprile – Pasqua - 51° Palio dell’Uovo 

E' Pasqua e il piccolo borgo si trasforma; gioco e tradizione si rimestano in una vivace allegria; accoglienza, divertimento e partecipazione, animati dai gruppi rionali.

Il piacere del gioco inizia fin dal mattino con la battitura dell’uovo, assicurata dall’ovaiolo Luigi  Bassetti, ultimo animatore della battitura di un gioco d’abilità e di fortuna.

Lo troverete in piazza, luogo di sfide aperte a grandi e ai più piccini, vicino alla chiesa.

La battitura dell’uovo, di tradizione la si fa  alla fila, tra più concorrenti e con la conta delle dita si sceglie il battitore per iniziare il gioco. 

Sfìde che poi continuano nel pomeriggio dalle ore 14.30 circa, prima presso il chiosco dell’ovaiolo, poi all’interno della piazza, con l’uovo sodo che ognuno potrà ritirare da “messer ovaiolo” nel parterre della piazza, scambiandolo con il passaporto dell’uovo ricevuto nel ticket d’ingresso.

I tempi dei giochi con il pubblico vengono così scanditi dal conduttore  nell'anteprima del Palio Femminile, allietati negli intervalli tra una gara e l’altra da gag e barzellette.

            Solitamente s’inizia dalla gara delle Sfogline, sfida tra le azdore e oltre, dove la fortuna è sostituita dall’olio di gomito, velocità e destrezza. Lo scorso anno, stranamente la gara è stata un exquo tra il  campione Gilberto Rabiti dell’Agriturismo di Ridiano di Tredozio e Anna Bendoni di Modigliana con una sfoglia di 102*102 cm. in 8’, quasi il record

La Sagra è soprattutto il Campionato Nazionale Mangiatori di Uova Sode, gara, alla quale si presentano all’appello i due campioni amici-rivali: Ricci Fausto di Tredozio e Claudio Tolomelli di Lugo, il primo campionissimo con 22 uova ingoiate in 3 minuti, performance memorabile del 2009.

            Lo scorso anno per la ricorrenza del 50° finalmente Claudio Tolomelli, dopo aver ingoiato tante sconfitte, ha avuto la meglio sul rivale di sempre.

Infine anticipa il Palio Femminile  la Maxi battitura dell’uovo, fatta alla fila lungo la piazza, con tutti i presenti divisi per categoria e genere; lo scorso anno, l’uovo della vincitrice Cornigli Daniela di Fusignano ha superato indenne la battuta di decine di concorrenti.

Con la chiusura delle gare del pubblico, la piazza si prepara  ad accogliere il  Palio Femminile dell’Uovo tra i 4 Rioni, sfida sempre gustosa e sempre più condizionata dal Rione Casone, ritornato vittorioso lo scorso anno dopo il flop dell’edizione precedente.

Si compete su 4 gare, dall’imprevedibile ricerca delle uova nel pagliaio, al più tecnico uova guancia a guancia condotto tra ostacoli vari.

            Premiazioni e festeggiamenti danno il senso della festa che prosegue con  musica dal vivo . Ulteriori attrattive, oltre il mercato, gli hobbisti ed i creativi d'ingegno, saranno le visite alle diverse mostre nei palazzi e la tradizionale gastronomia locale dei ristoranti e agriturismi  nonché per la piadina fritta nello stand proloco, aspettando il Palio di Pasquetta, quello di tradizione.

Ingresso alla Sagra €.3,00

21 Aprile – Pasquetta- 51° Palio dell’Uovo

Il Palio di Pasquetta è la benzina che alimenta le passioni Rionali condito da polemiche interminabili che si trascinano da sempre, anno dopo anno. La struttura dell’evento si caratterizza nella sfilata dei carri allegorici delle casate rionale, che anticipano le gare per la conquista del Palio.
Tutto ha inizio alle ore 15,30 in fila l’uno dietro l’altro, i Rioni si spingono in sfilata verso la piazza per far mostra delle loro creazioni e per il lancio di sfida verso i Rioni avversari. Conclusa la parte coreografica, le squadre rionali e i figuranti si portano nell’attiguo alveo fluviale dove ha inizio il Palio dell’Uovo.
Le gare sono 4: la ricerca delle uova nel pagliaio, il tiro alla fune, il lancio delle uova al bersaglio su zattera e la battaglia delle uova. Quest’ultima gara, la più avvincente e la più spettacolare. Per la cronaca la vittoria dello scorso anno è andata al Rione Piazza riconfermandosi il vero incubo sia per il Rione Casone che per il Rione Borgo, i due rivali storici di una lotta infinità addirittura antecedente il Palio.
A conclusione del Palio, corre la disfida della battitura dell’uovo tra i Comuni di Arcevia (AN) e Tredozio gemellati ufficialmente dal 2005 con un patto d’amicizia dopo oltre vent’anni di confronti ufficiosi di andata e ritorno come si conviene alle sfide tra campanili.
Attualmente il punteggio è di 32 a 28 in favore del Comune di Tredozio risultato vincitore lo scorso anno sia a Tredozio che nella trasferta di settembre a Arcevia.

Ingresso al Palio €.3,00
Info: Giuseppe Lioi 3343609032
lioi_pino@alice.it -
TRE D'OZIO - 27-28-29 giugno 2014
Otium: attività dell’uomo contraria al negotium (tutto ciò che è affare); l’ozio inteso come tempo che ci si regala per dedicarsi alle proprie passioni...
Le tre giornate di ozio artistico sono un momento in cui gli appassionati di ogni arte si trovano a Tredozio (paese dell’ozio) a godere delle varie attività artistiche, culturali e ricreative proposte. Mostre di pittura e di scultura, musica, teatro, hobbistica, giochi per grandi e per piccini, passeggiate con guida per i sentieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ginnastica dolce sul fiume, buona cucina, riposo… installazioni fotografiche, corsi di fotografia, scrittura, pittura… Il tutto nel periodo del solstizio d’estate: 27,28,29 giugno 2014 è la seconda edizione!
Cinquantesimo anniversario della morte della venerabile Benedetta Bianchi Porro
Nel corso delle prossime settimane inizieranno le manifestazioni per ricordare la venerabile Benedetta Bianchi Porro in occasione del cinquantesimo della morte. Il programma messo a punto per l'occasione dalla Diocesi di Forlì - Bertinoro si svolgerà fra Dovadola e Forlì. Anche a Sirmione, luogo della morte di Benedetta, si farà altrettanto. Dovadola, paese natale della venerabile, e tutta la vallata dell'Acquacheta, che ospitò anche Dante Alighieri in fuga da Firenze, si stanno preparando per accogliere le persone che andranno a pregare sul monumento funebre di Benedetta, conservato presso l'Abbazia di Sant'Andrea (la Badia) di Dovadola. Tutta la zona offre luoghi di forte attrazione turistica a iniziare proprio dal paese di nascita di Benedetta.

BENEDETTA BIANCHI PORRO

Benedetta Bianchi Porro nasce a Dovadola (FC) l’8 agosto 1936. Negli anni Cinquanta si trasferisce con la famiglia a Sirmione, dove si manifestarono i primi segnali della malattia che l’avrebbe poi portata alla morte, il morbo di Recklinghausen (tumore che colpisce man mano tutti i centri nervosi).
Terminato il liceo classico, all’età di 17 anni si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Milano. La sua carriera universitaria, portata avanti con intensità e passione, viene intervallata da lunghe degenze, ricoveri, esami e interventi chirurgici e infine interrotta alla soglia della laurea.
A questo punto Benedetta era sorda, cieca, totalmente paralizzata: gli unici mezzi per comunicare erano un fil di voce e la mano destra, attraverso la quale i parenti usavano un alfabeto convenzionale.
Inferma, dal suo letto impara però che la sofferenza è il tramite che Dio usa per farla arrivare a Lui e quindi, nonostante la malattia, canta le meraviglie della vita e dimentica se stessa per gli altri.
Nel giugno del 1963 scrive ad un amico: “Prima nella poltrona, ora nel letto, che è la mia dimora, ho imparato che esiste una sapienza più grande di quella degli uomini. Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli”.
Muore il 23 gennaio 1964 a Sirmione. Nel 1976 si apre a Forlì il processo di beatificazione e nel 1993 Papa Giovanni Paolo II l’ha dichiarata Venerabile.
DOVADOLA_1.doc
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